Timelapse Nisi Fader ND4 500

 

Una delle preoccupazioni maggiori per un videomaker, e ancor di più per uno che si cimenta nel timelapse, è la gestione dell’esposizione. Mancando a molti livelli una vecchia cultura video che si rifaccia ai modelli di studio classici, in tanti non conoscono ad esempio l’importanza del contenimento dello shutter speed, con tutte le problematiche che si porta dietro. Al giorno d’oggi la qualità delle nuove mirrorless fa sì che in molti, anche professionisti che hanno numerosi anni di esperienza, decidano di affidarsi a un’attrezzatura leggera, ma di qualità. Ovviamente non potendo avere tutte le caratteristiche delle camere tradizionali, in alcuni aspetti bisogna cercare delle soluzioni che ci permettano di sopperire a queste mancanze.

Personalmente trovo che girare con macchine come A7SII o A6300 senza filtri ND integrati sia a volte un po’ limitante perché utilizzare gli S Log 2 e 3 in pieno giorno ci costringe sempre a optare per un’elevata velocità dell’otturatore, cosa che peggiora di molto la resa finale in gran parte delle condizioni. Detto questo è evidente come in video una soluzione assolutamente logica sia l’acquisto di un filtro variabile. Ho provato 3 o 4 filtri negli anni (testati anche in fotografia) e il risultato è stato talmente deludente che ero arrivato quasi a pensare che questa non fosse una soluzione praticabile.

Resa delle dominanti non all’altezza, vignettatura e aloni trasversali accomunano quasi tutti i filtri di questa categoria. In questo senso il filtro variabile 4-500 Nisi si distingue con enorme merito. La dominante di colore è trascurabile alla densità minima e in generale molto leggera e tendente a tonalità calde con l’aumentare degli stop. Alla massima escursione il filtro assume una connotazione leggermente verdognola assolutamente gestibile anche in fase di ripresa. Il livello di nitidezza è virtualmente lo stesso, sia che il filtro venga usato al massimo della sua intensità che al minimo. Il range di esposizione va da un ND4, quindi 2 stop, fino a un ND500 quindi ben 9 stop! E qui entra in gioco un discorso che trovo personalmente interessante e che sono certo possa essere di enorme aiuto per coloro che si cimentano nella tecnica del timelapse. Quando si lavora in Holy Grail, quindi cambiando manualmente esposizione nelle ore del giorno in cui la luce sale come all’alba o sfuma via come al tramonto, ci si trova ad affrontare situazioni di gestione difficile dell’utilizzo dei filtri, che in alcuni casi, come quando abbiamo acqua nell’inquadratura, sono assolutamente fondamentali. Quindi si rischia di dover iniziare una sequenza con dei filtri per poi doverli smontare in corso d’opera.

Vista la qualità del filtro variabile 4-500 Nisi si può portare questa sfida su un livello completamente diverso: si può decidere di utilizzarlo nella sua gradazione a 5-6 stop (personalmente penso che sia utilizzabile anche a - 9 stop senza ripercussioni, ma è inutile rischiare di introdurre, seppur minime, dominanti) per poi aprirlo a step programmati quando la luce va via (e viceversa). Per chi utilizza Sony e la sua app timelapse saprà come questo costituisce un vantaggio ulteriore dato che non si può intervenire sui parametri di scatto della macchina, quindi senza un aiuto di questo tipo l’unico intervento possibile è sul diaframma di una lente o di un adattatore. Come si può vedere dal video test girato al celeberrimo Eilean Donan Castle non ho riscontrato alcun problema nella gestione dei colori in post produzione e non ho dovuto eliminare vignettatura. Per un’ulteriore verifica qui di seguito ci sono due Raw scattati con e senza filtro alla fine della sessione (rispettivamente 30 e 3 secondi di esposizione). La qualità costruttiva è di tutto rispetto; l’anello è fluidissimo e la corsa è rigida al punto giusto da non rischiare di far muovere inavvertitamente la ghiera, ma non risultando mai forzata quando si deve effettivamente ruotarlo.

Il filtro è fornito di due piccoli perni in metallo per la rotazione, uno installato sullo stesso e l’altro di riserva nella confezione. Particolare interessante nella custodia c’è una piccola appendice piegata a 90 gradi che funge da blocco di sicurezza. Considerando che queste attrezzature vengono spesso utilizzate in condizioni ambientali difficili è sempre confortante sapere che la casa costruttrice pensa anche a nostre esigenze meno immediate.

 

 



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